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12 Febbraio 2018

Processo contro gli enti: i motivi dell'esclusione delle parti civili

 

Il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Venezia, con ordinanza dello scorso settembre, ha escluso dal procedimento a carico degli enti la costituzione come parte civile della Regione Veneto.

Il GUP non ha condiviso la tesi difensiva che, di fatto, ripercorreva l’iter motivazionale reso dalla Corte di Assise di Taranto nella lunga ordinanza del 4 ottobre 2016 (cosiddetto "processo Ilva”), con la quale aveva ammesso le costituzioni di cittadini, associazioni ed enti nei confronti delle società imputate.

Nel caso in esame, le argomentazioni della Regione si fondavano su due pilastri: il rinvio operato dall’articolo 34 del D.Lgs. 231/2001 alle disposizione del Codice di procedura penale e la natura della responsabilità dell’ente, definita come «un fatto proprio, costruito su un giudizio di colpevolezza nella forma della colpa di organizzazione che obbligherebbe l’ente al risarcimento del danno cagionato con la propria condotta».

Per il Giudice si tratta di "pregevoli considerazioni”, «che pongono certamente in luce le serie difficoltà interpretative legate alla mancata perfetta armonizzazione di un sistema che introduce la responsabilità da reato degli enti»), ma insufficienti a superare le argomentazioni «che militano contro la costituzione di parte civile nel presente procedimento e che si desumono dalle sentenze della Cassazione n. 2251/11 e 2786/14, nonché dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 218/2014» (pronunce che individuano una serie di ragioni ostative, già analizzate da AODV231).

Logico corollario – conclude l'ordinanza – è tanto l’estromissione della parte civile, quanto l’esclusione di coloro che si sono qualificati come persone offese.


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