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13 Febbraio 2018

Bankitalia: indicazioni agli intermediari sugli obblighi antiriciclaggio

 

La Banca d'Italia ha diffuso le indicazioni sulle modalità per adempiere agli obblighi antiriciclaggio previsti dal D.Lgs. 231/2007, come modificato dal D.Lgs. 90/2017. Indicazioni che riguardano sia il periodo transitorio previsto dalla legge (in scadenza al 31 marzo 2018), sia quello successivo (fino all’entrata in vigore della nuova normativa di attuazione di Bankitalia), e precisano quali atti di normazione secondaria possono tuttora considerarsi vigenti ed applicabili.

Il decreto 90/2017, che recepisce la "IV Direttiva antiriciclaggio” (2005/60/CE) e detta disposizioni più severe in materia, come già illustrato da AODV231, è tra l'altro intervenuto sull'articolo 52 del D.Lgs. 231/2007 (ora articolo 46), cancellando il riferimento all'OdV tra i soggetti obbligati a denunciare il riscontro di determinate violazioni.
 

La recente comunicazione della Banca d'Italia – rilasciata il 9 febbraio scorso – si rivolge a «banche; Poste italiane S.p.A.; istituti di moneta elettronica; istituti di pagamento; società di intermediazione mobiliare (SIM); società di gestione del risparmio (SGR); società di investimento a capitale variabile (SICAV); società di investimento a capitale fisso (SICAF); intermediari finanziari iscritti nell'albo previsto dall'articolo 106 del TUB; soggetti eroganti micro-credito, ai sensi dell’articolo 111 del TUB; Cassa depositi e prestiti S.p.A.; società fiduciarie iscritte nell’albo previsto dall’articolo 106 del TUB; succursali insediate in Italia di intermediari bancari e finanziari aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro dell’Unione europea o in uno Stato terzo; intermediari bancari e finanziari aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro e stabiliti senza succursale sul territorio della Repubblica italiana».

Circa l’ambito di principale interesse, ossia l’adempimento agli obblighi di adeguata verifica della clientela, Bankitalia stabilisce che i destinatari debbano procedere secondo le norme introdotte dal D.Lgs. 90/2017.
 

I contenuti del Provvedimento del 3 aprile 2013 ("Disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela, ai sensi del [previgente] art. 7, comma 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231”) si applicano dunque soltanto «nella misura in cui precisano aspetti che le nuove disposizioni di legge disciplinano in linea di continuità con quelle abrogate».

Restano valide, ad esempio, le norme in materia di: «profilatura della clientela; ambito di applicazione; acquisizione di informazioni su scopo e natura del rapporto continuativo; controllo costante del rapporto; obblighi rafforzati di adeguata verifica, incluse le previsioni in materia di operatività a distanza, con l’eccezione della parte sulle persone politicamente esposte cd. "domestiche”».

Sono invece totalmente inapplicabili, perché incompatibili con le nuove disposizioni di legge, la «Parte terza: misure semplificate di adeguata verifica» e l'«Allegato 1: individuazione del titolare effettivo sub 2» del Provvedimento del 2013.

Per il corretto adempimento degli obblighi in materia di antiriciclaggio, gli intermediari prendono in considerazione anche gli orientamenti congiunti delle Autorità di Vigilanza europee sulle misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica della clientela e sui fattori di rischio, pubblicati il 4 gennaio 2018.

Fino all’entrata in vigore dei nuovi provvedimenti attuativi di competenza della Banca d’Italia, dunque, «il rispetto (…) delle indicazioni contenute nella presente comunicazione assicura la conformità con il nuovo quadro legislativo anche successivamente alla scadenza del periodo transitorio».


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