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5 Marzo 2018

La tenuità del fatto non si estende all'ente

 

Con la sentenza 9072/2018, depositata il 28 febbraio scorso, la Cassazione è intervenuta per chiarire se sussista la responsabilità dell’ente ex D.Lgs. 231/2001 anche nell'ipotesi di applicazione della particolare tenuità del fatto nei confronti dell’imputato. La questione, infatti, non trova espressa regolamentazione normativa.

A parere degli Ermellini, in tali casi l’ente deve essere giudicato sia in ragione del principio di autonomia sancito dall’articolo 8 del Decreto, sia per la natura della causa di non punibilità.

D'altra parte la sentenza che applica questo istituto – scrivono i giudici – «esprime un’affermazione di responsabilità, pur senza condanna, e pertanto non può assimilarsi ad una sentenza di assoluzione, ma lascia intatto il reato nella sua esistenza, sia storica sia giuridica».

Ne discende che, in tema di responsabilità "231”, «in presenza di una sentenza di applicazione della particolare tenuità del fatto nei confronti della persona fisica responsabile della commissione del reato, il giudice deve procedere all’accertamento autonomo della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche nel cui interesse e nel cui vantaggio il reato fu commesso».


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