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9 Aprile 2018

Nuove modifiche al Codice penale: cambia anche il catalogo “231”

 

Il D.Lgs. 21/2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 68/2018 ed entrato in vigore lo scorso 6 aprile, contiene «Disposizioni di attuazione del principio di delega della riserva di codice nella materia penale a norma dell’articolo 1, comma 85, lettera q), della legge 23 giugno 2017, n. 103».

La ratio del provvedimento sembra quella di riordinare la materia penale, preservando la centralità del Codice e frenando il proliferare di interventi legislativi "sparsi”.

L’articolato normativo interviene dunque in più ambiti (tutela della persona, dell’ambiente, del sistema finanziario, reati di associazione di tipo mafioso e con finalità di terrorismo), abrogando disposizioni esterne al Codice penale e introducendone altre al suo interno.

In riferimento alla responsabilità degli enti, le novità riguardano la soppressione dell’articolo 3 della Legge 654/1975 (richiamato nell’articolo 25-terdecies del Decreto 231, "Razzismo e xenofobia”) e dell’articolo 260 del D.Lgs. 152/2006 (richiamato invece nell’articolo 25-undecies, "Reati ambientali”).

Le disposizioni abrogate non rimangono tuttavia prive di rilievo penale, poiché le medesime fattispecie vengono ora disciplinate all’interno del Codice: rispettivamente previste dai nuovi articoli 604-bis ("Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”) e 452-quaterdecies ("Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti”).

Risulta pertanto opportuno prevedere l'aggiornamento dei Modelli organizzativi in ragione di tale ultima novella.


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