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8 Maggio 2018

Whistleblowing, tutela per chi denuncia le violazioni al diritto comunitario

 

La Commissione europea ha presentato a Bruxelles il 23 aprile una proposta legislativa per rafforzare la protezione di chi denuncia le violazioni al diritto UE.

Le materie interessate dalle possibili segnalazioni dei whistleblowers sarebbero diverse: dagli appalti pubblici ai servizi finanziari, dal riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo alla sicurezza dei prodotti, dei trasporti, dei dati, delle reti e dei sistemi informativi, fino alla tutela dell’ambientale e alla sicurezza nucleare.

La nuova normativa si applicherebbe alle amministrazioni statali, regionali e comunali (con più di 10mila abitanti) e a tutte le imprese europee con più di 50 dipendenti o con un fatturato annuo superiore ai 10 milioni di euro, le quali dovrebbero prevedere specifiche procedure interne per gestire le denunce.

I meccanismi di protezione includerebbero canali di comunicazione chiari, interni ed esterni all’organizzazione, idonei a garantire la riservatezza e articolati su tre livelli: il primo interno; il secondo diretto alle Autorità competenti (nel caso in cui i canali interni non funzionino o siano tali da compromettere l’efficacia dell’azione investigativa); e il terzo destinato ai mezzi di informazione (da utilizzare ad esempio in caso di inerzia o di pericolo imminente per il pubblico interesse).

La segnalazione dovrebbe quindi essere verificata da parte del destinatario (pubblico o privato) entro tre mesi dalla ricezione. «Garantendo una miglior protezione agli informatori, saremo maggiormente in grado di individuare e prevenire eventuali minacce al pubblico interesse quali le frodi, gli atti di corruzione, l’evasione fiscale o i danni alla salute dei cittadini e all’ambiente», ha dichiarato il primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans.


Qualunque forma di ritorsione verrebbe sanzionata. Alla base del pacchetto di misure proposto della Commissione c’è infatti la consapevolezza che troppo spesso i whistleblowers "pagano” per le proprie denunce, come conferma anche l’indagine mondiale del 2016 sull’etica nel mondo del lavoro «Global Business Ethics Survey», secondo cui ben il 36% dei segnalanti ha subìto ritorsioni.


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