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9 Luglio 2018

Autoriciclaggio

 

 

La giurisprudenza di legittimità, sentenza n. 30399/2018, torna a precisare i limiti operativi del reato di autoriciclaggio con particolare riferimento all’interpretazione del comma 4 dell’art. 648-ter 1 c.p., reato presupposto ex art. 25-octies del D.Lgs. n. 231/2001.

 

Si tratta della riserva di punibilità in forza della quale "fuori dei casi di cui ai commi precedenti, non sono punibili le condotte per cui il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate alla mera utilizzazione o al godimento personale”.

 

Nel caso di specie, il ricorrente sosteneva di non incorrere nel delitto in parola stante l’utilizzo dei denari - provenienti dal delitto presupposto della bancarotta - per estinguere un finanziamento personale.

La Cassazione, nel motivare il rigetto del ricorso, chiarisce che il soggetto agente è solo chi ha commesso o concorso a commettere il delitto presupposto e che la condotta di cui al comma 4 dell'art. 648-ter 1 si caratterizza per la "destinazione” del denaro, da intendersi quale mero uso o godimento personale. L’agente, dunque, deve utilizzare direttamente il bene e non sottoporlo ad operazioni di riciclaggio per ostacolarne l’origine delittuosa.

Il Legislatore, continua la Corte, "ha ritenuto di conservare per l’autoriciclatore una ristretta area di privilegio limitandola ai due tassativi casi di (…) mera utilizzazione e godimento personale dei beni provento dal delitto presupposto”.

 

Sarebbe dunque paradossale, conclude la pronuncia, consentire all’agente del reato presupposto di effettuare una tipica condotta di autoriciclaggio (come rendere non tracciabile i proventi del reato) e, al contempo, consentirgli di usufruire della clausola di non punibilità. Da ciò il principio di diritto enunciato secondo cui "(…) l’agente può andare esente da responsabilità penale solo e soltanto se utilizzi o goda dei beni proventi del delitto presupposto in modo diretto e senza che compia su di essi alcuna operazione atta ad ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa”.


 

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