Iscriviti
 
9 Gennaio 2019

Il TAR sulle prerogative dell’A.N.AC. in tema di pantouflage

 

 

Il TAR Lazio, con sentenza n. 11494 in data 27.11.2018, ha accolto il ricorso di una società privata contro l’A.N.AC. per la censura operata sull'incarico dirigenziale affidato dall’ente a un soggetto precedentemente impiegato nel settore pubblico.

La censura dell’Autorità era intervenuta poiché il manager non aveva atteso tre anni dalla cessazione del precedente impiego, con ciò violando l'art. 53, comma 16-ter, TU sul pubblico impiego, sul conferimento di incarichi presso soggetti privati destinatari dell’attività della P.A. (cd. pantouflage).

L’A.N.AC., a difesa del suo operato, aveva sostenuto l’esistenza di un proprio potere ispettivo e di vigilanza esercitabile su ogni tipologia di ente in forza dell’art. 16 del D.Lgs. 39/2013.

Il TAR ha tuttavia ritenuto che, con riferimento alla norma citata, "la relativa disposizione è ben chiara (…) nell’individuare i soggetti destinatari del potere di vigilanza individuato in capo all’ANAC sul rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo in questione, unicamente: nelle amministrazioni pubbliche, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico, anche con l'esercizio di poteri ispettivi e di accertamento di singole fattispecie di conferimento degli incarichi”.

Così delimitato il potere dell’Autorità, il Collegio ha pertanto condiviso la tesi proposta dai soggetti ricorrenti. Ha quindi concluso che "dovendo escludere - per quanto finora riportato - la sussistenza di un potere di vigilanza dell’ANAC esercitabile "erga omnes” ai sensi dell’art. 16, comma 1, d.lgs. n. 39/13 cit., si rileva che, in realtà, tale norma, come detto, orienta l’attività dell’Autorità nei soli confronti delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici e degli enti di diritto privato in controllo pubblico, tra cui non rientrano, all’evidenza” le parti del contenzioso in esame.

Le prerogative di A.N.AC. sono dunque limitate soggettivamente, alle amministrazioni pubbliche in senso lato richiamate dalla norma e, oggettivamente, al conferimento di un incarico pubblico poiché "non sussiste alcun potere - legislativamente individuato - dell’ANAC per intervenire direttamente ex art. 21 cit. nei confronti di uno o più soggetti "privati” (…) come accaduto invece nel caso di specie”, con conseguente necessario annullamento del provvedimento di censura operato dall’Autorità.


 

Questo sito utilizza la tecnologia 'cookies' per favorire la consultazione dei contenuti e l'erogazione dei servizi proposti dall'Associazione AODV231.
Per prestare il consenso all'uso dei cookies su questo sito cliccare il bottone "OK".
Ti invitiamo a leggere la nostra policy.


Info Esci OK