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13 Marzo 2019

Antiriciclaggio: procedura d’infrazione per l’Italia

 

La Commissione Europea ha di recente avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per non aver pienamente recepito la Direttiva UE 2015/849, relativa alla "prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo”.

Si ricorda che, al fine di dare attuazione alla Direttiva in questione, l’Italia ha approvato il D.Lgs. 90/2017 che ha introdotto significative novità in materia antiriciclaggio (già segnalate da AODV231).

Tuttavia, nonostante lo Stato italiano abbia dichiarato di aver del tutto adempiuto, "dopo aver valutato le misure notificate la Commissione ha concluso che mancano alcune disposizioni”.

L'UE ha pertanto inviato all'Italia, e ad altri 5 paesi (Cechia, Regno Unito, Slovenia, Svezia e Ungheria), una lettera di costituzione in mora con cui invita il Paese a conformarsi alle disposizioni comunitarie: un recepimento tempestivo e corretto della normativa risulta infatti essenziale per una lotta efficace contro il riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, potendo le lacune di uno Stato membro influire negativamente anche su tutti gli altri.

L’Italia dispone adesso di due mesi per rispondere e adottare misure adeguate. In caso contrario, la Commissione potrà procedere alla seconda fase della procedura di infrazione.


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