Iscriviti
 
15 Aprile 2019

Nomina del difensore dell’ente da parte dell’apicale indagato

 

Con sentenza n. 15329/2019, depositata lo scorso 8 aprile, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul tema della nomina a difensore dell’ente e della incompatibilità della designazione da parte del rappresentante legale indagato per il reato presupposto.

Nel caso in esame era stata applicata nei confronti di una società la misura interdittiva del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione per il delitto di corruzione dell’apicale. Lo stesso legale rappresentante, sottoposto a misura cautelare, aveva nominato il difensore di fiducia dell’ente, nonostante l’incompatibilità stabilita dall’art. 39 D.Lgs. 231/2001. L’avviso di fissazione dell’udienza camerale, inoltre, veniva notificato esclusivamente all’amministratore indagato.

La necessità della difesa tecnica della società nel momento valutativo dell’applicazione della misura interdittiva avrebbe quindi dovuto portare il G.I.P. ad individuare un difensore d’ufficio, stante l’illegittimo mandato a quello fiduciario.

Gli Ermellini hanno pertanto statuito che "una nomina del difensore di fiducia da ritenersi inesistente in quanto effettuata dal rappresentante legale (omissis) comporta la nullità di tutti gli atti successivi con conseguente violazione, a mente dell'art. 178, lett. c), cod. proc. pen., del diritto di difesa”.

La Corte ha così annullato senza rinvio l’ordinanza di applicazione del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione.


Questo sito utilizza la tecnologia 'cookies' per favorire la consultazione dei contenuti e l'erogazione dei servizi proposti dal sito. Per prestare il consenso all'uso dei cookies su questo sito cliccare il bottone "ACCETTO".
Leggi la cookie policy.