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18 Aprile 2019

Whistleblowing: Croazia e Australia approvano nuove norme

 

Il 1° marzo scorso la Croazia ha adottato una legislazione volta a tutelare i segnalanti da atti pregiudizievoli attuati dai datori di lavoro. Tale norma fornisce una definizione ampia di whistleblower includendovi qualsiasi persona operi nel pubblico o privato, coerentemente con quanto richiesto dalla Direttiva approvata il 16 aprile scorso dal Parlamento Europeo (già segnalata da AODV231), che si prefigge l’equiparazione tra i due settori.

La novella istituisce inoltre un’Autorità Indipendente, denominata Ufficio per la protezione degli informatori, cui sono affidati poteri sanzionatori e di vigilanza: tale organismo può corrispondere al whistleblower un compenso fino a 50 volte il salario minimo e imporre al datore di lavoro, in caso di violazione delle previsioni legali, una multa sino a 20.000 euro.

Il 1° luglio del 2019 entrerà inoltre in vigore in Australia una Legge di analogo contenuto. Il provvedimento impone alle società pubbliche e alle grandi imprese l’obbligo di attuare un’efficace politica di gestione delle segnalazioni, ricollegando significative sanzioni pecuniarie in caso di mancata ottemperanza.

Le disposizioni contemplano anche, in casi di emergenza, la possibilità di effettuare una segnalazione pubblica: qualora siano trascorsi almeno 90 giorni dalla prima divulgazione e sussistano ragionevoli motivi per ritenere che non sia stata intrapresa alcuna azione, il cittadino potrà infatti diffondere la notizia tramite la stampa o membri del Parlamento.


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