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19 Aprile 2019

Responsabilità dell’ente e risparmio sui tempi di lavorazione

 

Con la sentenza n. 16598/2019, la Corte di Cassazione ha affrontato nuovamente il tema della responsabilità dell’ente e del relativo beneficio per l’azienda a seguito di un incidente sul lavoro.

Nel caso di specie, la società era stata condannata per l’illecito amministrativo di cui all'art. 25-septies del D.Lgs. n. 231/2001 per un infortunio occorso ad un lavoratore, precipitato da una tavola di legno, in mancanza di una rete di protezione anti caduta.

Secondo la difesa, l'impresa non aveva conseguito alcun risparmio per la mancata collocazione delle attrezzature poiché queste erano state comunque acquistate e utilizzate per lo svolgimento dei lavori in altre zone del cantiere.

La Suprema Corte ha invece confermato la responsabilità dell'ente, riconoscendo l'esistenza di una sottovalutazione sistematica dei rischi per la sicurezza, considerata "chiaro sintomo di scelte imprenditoriali volte a ottenere risparmi di costi a dispetto degli obblighi gravanti sull'impresa a tutela della salute dei lavoratori".

Nel provvedimento si è inoltre sottolineato che una patologica parsimonia nella gestione dell’impresa si configura non soltanto riducendo gli investimenti per l’acquisto degli strumenti o per lo svolgimento di corsi di formazione, ma anche diminuendo i tempi di lavorazione.

Sussiste pertanto interesse della persona giuridica anche quando "le lavorazioni in concreto si svolgano senza prevedere l'applicazione ed il controllo dell'utilizzo degli strumenti in dotazione, al fine di conseguire il risultato di una riduzione dei tempi".

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