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23 Maggio 2019

Riciclaggio e autoriciclaggio, sequestro differenziato

 

La Cassazione, con sentenza n. 22020/2019 depositata il 20 maggio scorso, si è espressa in materia di sequestro preventivo per i delitti di riciclaggio e autoriciclaggio, entrambi presupposto della responsabilità degli enti.

Nel caso in esame, era contestata la natura fittizia di una joint-venture che aveva portato al trasferimento di somme (250mila euro) da una società estera ad una italiana, i cui amministratori venivano così indagati rispettivamente di autoriciclaggio e riciclaggio.

Confermando l’assunto secondo cui chi coopera con l’autoriciclatore commette il reato di riciclaggio e non concorre invece nel primo reato, gli Ermellini hanno tratto le rilevanti conclusioni che seguono.

Vero è che in tema di sequestro preventivo, secondo un indirizzo consolidato, il provvedimento cautelare può interessare indifferentemente ciascuno dei concorrenti anche per l’intera entità del profitto accertato.

Suddetto principio, però, trova applicazione esclusivamente nell’ipotesi di concorso nel medesimo delitto.

In caso di soggetti che rispondano di reati diversi (riciclaggio e autoriciclaggio), ciascuno risponde del solo profitto generato dalla fattispecie che gli è contestata.



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