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5 Giugno 2019

Commissariamento 231 e controllo giudiziario antimafia

 

 

La Cassazione si è pronunciata sul parallelismo tra l’istituto del controllo giudiziario dell’azienda, previsto dall’art. 34-bis D.Lgs.159/2011 ("Codice antimafia”), ed il commissariamento ex art.15 D.Lgs. 231/2001, con sentenza n. 16105 depositata il 12 aprile scorso.

Nel caso di specie, una società, colpita da informazione antimafia definitiva, aveva richiesto l’applicazione del controllo giudiziario, evidenziando l'interesse pubblico alla salvaguardia dei dipendenti. Il Tribunale aveva tuttavia respinto l’istanza sul rilievo che tale misura poteva disporsi solo qualora l’interdittiva antimafia non fosse già definitiva.

L’ente presentava quindi ricorso per Cassazione evidenziando che, mentre il commissariamento "231” non può essere prescritto in caso di misura interdittiva applicata definitivamente, così non sarebbe con riferimento al Codice antimafia. Il controllo giudiziario potrebbe infatti essere ordinato in qualunque momento.

Gli Ermellini, nel respingere il ricorso, hanno puntualizzato che l’art. 34-bis è applicabile unicamente in pendenza del procedimento amministrativo avente ad oggetto il provvedimento prefettizio antimafia, dal momento che "la ratio dell'istituto è quella di consentire, a mezzo di specifiche prescrizioni e con l'ausilio di un controllore nominato dal Tribunale, la prosecuzione dell'attività di impresa nelle more della definizione del ricorso amministrativo avverso la medesima al fine di evitare, in tale lasso di tempo, la decozione dell'impresa stessa che, privata di commesse pubbliche e/o di autorizzazioni essenziali per la prosecuzione della propria attività, potrebbe subire conseguenze irreparabili a causa della 'pendenza' del provvedimento prefettizio”.

Pertanto, nonostante il Codice Antimafia e il Decreto "231” siano "normative differenti che non possono essere equiparate”, gli istituti del controllo giudiziario e del commissariamento presentano una analogia "nei limiti di intervento sulla vita della società una volta che la misura inibitoria assuma i connotati della definitività”.


 

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