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25 Giugno 2019

Dissequestro: non basta l’istanza di ammissione al concordato preventivo

 

"La mera presentazione di un’istanza di ammissione al concordato preventivo (…) per il pagamento dei debiti tributari, è inidonea ad impedire il sequestro preventivo ai sensi dell’art. 12 bis D.Lgs. 74/2000, in assenza dei provvedimenti di ammissione e di omologazione”.

Con tale principio la Corte di Cassazione (sentenza n. 25061/2019, depositata lo scorso 5 giugno) ha rigettato il ricorso con cui un imprenditore, accusato di svariati reati tributari, chiedeva la restituzione delle somme vincolate sulla base dell’impegno assunto con il Fisco al pagamento del debito erariale.

Per gli Ermellini, al fine di disporre il dissequestro, "non basta una manifestazione di volontà unilaterale, ma occorre che l’impegno sia il frutto di un accordo” finalizzato al pagamento.
 

Sono considerati idonei a fondare il dissequestro meccanismi quali: l’accertamento con adesione, la conciliazione giudiziale, la transazione fiscale, l’attivazione di procedure di rateizzazione, automatica o a domanda. Non può invece giustificare la restituzione delle somme l'istanza di ammissione al concordato preventivo che preveda il pagamento di somme all'Agenzia delle Entrate priva dell'omologa dall’Autorità Giudiziaria.


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