Iscriviti
 
26 Giugno 2019

Rappresentanza dell’ente e nomina del difensore

 

La Cassazione, con sentenza n. 27542 depositata il 20 giugno scorso, è tornata a pronunciarsi sulla nomina del difensore di fiducia da parte dell’ente e sulla sua rappresentanza processuale.

Nel caso in esame, la società perseguita per truffa e false comunicazioni sociali, era stata difesa, in primo e secondo grado, dagli stessi avvocati del proprio legale rappresentante, imputato nel medesimo procedimento.

La costituzione dell’ente ai sensi dell’art. 39, D.Lgs. 231/2001, inoltre, era avvenuta solamente dopo la sentenza di appello, in pendenza dei termini per il ricorso di legittimità.

La Suprema Corte ha quindi ritenuto inammissibile l’impugnazione della persona giuridica, facendo un chiaro distinguo: in caso di atti "a sorpresa”, la società sottoposta a procedimento "231” è legittimata a nominare un difensore di fiducia senza costituirsi ex art. 39, comma 2, del Decreto. Dopo la notifica dell’informazione di garanzia invece "l’urgenza della reazione difensiva non può più prevalere sull’area della operatività dell'art. 39 D.Lgs. cit., il quale torna così a presidiare con le proprie regole l’incedere della fase” e l’ente non può partecipare al procedimento se non presenta l’atto di costituzione.

Pertanto "in tutti i frangenti e i segmenti procedimentali che seguono l’informazione di garanzia contenente l’avvertimento della necessità della costituzione per partecipare al procedimento, il mancato esercizio di tale onere deve essere ritenuto come una precisa opzione processuale che vale a incidere negativamente, travolgendola ex lege, anche sulla legittimazione del difensore di fiducia, i cui poteri restano incapaci di produrre effetti procedimentali”.

Un secondo profilo di inammissibilità attiene inoltre alla nomina a difensore dell’ente conferita dal legale rappresentante imputato del reato presupposto. Secondo gli Ermellini (che hanno ribadito un orientamento già segnalato da AODV231) tale circostanza, produttiva "di effetti potenzialmente dannosi sul piano delle scelte strategiche della difesa dell'ente che potrebbero trovarsi in rotta di collisione con divergenti strategie della difesa del legale rappresentante indagato” comporta un difetto di legittimazione in capo al legale rappresentante e determina l’inammissibilità della nomina dell’avvocato.

Questo sito utilizza la tecnologia 'cookies' per favorire la consultazione dei contenuti e l'erogazione dei servizi proposti dal sito. Per prestare il consenso all'uso dei cookies su questo sito cliccare il bottone "ACCETTO".
Leggi la cookie policy.