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27 Giugno 2019

Sicurezza sul lavoro e formazione dei lavoratori

 

Con sentenza n. 27787/2019, depositata lo scorso 24 giugno, la Corte di Cassazione ha delineato il perimetro dell’obbligo formativo in capo al datore di lavoro.

In fatto, un dipendente neoassunto rimaneva schiacciato dalla caduta di una pianta nel tentativo di abbatterla: in relazione all’incidente, all’imprenditore veniva contestata l’omessa formazione e informazione sul corretto svolgimento della mansione svolta.

Nel corso dell’istruttoria emergeva infatti che l’attività formativa in favore del dipendente aveva riguardato la sola sramatura delle piante, attività ausiliaria per l’azienda e solo complementare a quella principale, ossia il relativo abbattimento.

Ciò considerato, i Giudici hanno confermato la condanna, evidenziando che l’obbligo formativo del datore di lavoro deve essere parametrato all’attività precipua della società e non soltanto le prestazioni secondarie. Peraltro trattandosi di lavoratore apprendista, aggiungono gli Ermellini, doveva in ogni caso essere assicurata "l'osservanza di precauzioni necessarie a prevenire, anche in relazione alle prestazioni cui sarebbe stato nel tempo chiamato a svolgere, il realizzarsi di eventi dannosi.”

Nessun rilievo, infine, su eventuali dichiarazioni o liberatorie dei propri dipendenti all’atto della consegna dei dispositivi di protezione individuale: infatti, "il datore di lavoro deve non solo predisporre le idonee misure di sicurezza ed impartire le direttive da seguire a tale scopo ma anche e soprattutto controllarne costantemente il rispetto da parte dei lavoratori”.





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