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5 Luglio 2019

Condotte punibili a titolo di autoriciclaggio

 

Con la sentenza n. 27719/2019, la Suprema Corte ha precisato l’ambito di operatività dell’autoriciclaggio, reato presupposto della responsabilità "231”.

Gli Ermellini hanno infatti ricordato che la fattispecie è connotata da una "significativa selezione delle condotte punibili”.

La norma non ha dunque portata generale: al contrario, "per un verso (…) non contiene il riferimento – finale e per così dire onnicomprensivo – alle altre operazioni idonee ad ostacolare la provenienza delittuosa dei beni oggetto delle prestazioni stesse (…). Per altro verso, le condotte di impiego sostituzione e trasferimento dei beni di provenienza delittuosa compiute dall’autore del reato presupposto, assumono rilevanza penale ai sensi del nuovo 648 ter co 1 c.p. solo se poste in essere in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative (..)”.

Nel caso di specie, l’appartenente ad un’associazione mafiosa aveva versato in una banca estera denaro derivante dalle attività del sodalizio per poi reimpiegarle nel gioco d’azzardo.

Sul punto, il Collegio ha ritenuto che la Corte d’Appello non avesse motivato sulle ragioni per cui l’attività dell’imputato dovesse considerarsi "economica, finanziaria, imprenditoriale o speculativa" e non aveva neppure "accertato la concreta idoneità della condotta dell'indagato ad ostacolare la provenienza delittuosa delle somme di denaro”.

Ha pertanto annullato la sentenza, disponendo il rinvio al Giudice di Appello per un nuovo esame della vicenda.


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