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14 Ottobre 2020

La prescrizione del reato presupposto non esclude la responsabilità dell'ente

 

"In presenza di una declaratoria di prescrizione del reato presupposto, il giudice, ai sensi dell'art. 8, comma primo, lett. b) d.lgs. n. 231 del 2001, deve procedere all'accertamento autonomo della responsabilità amministrativa della persona giuridica nel cui interesse e nel cui vantaggio l'illecito fu commesso che, però, non può prescindere da una verifica, quantomeno incidentale, della sussistenza del fatto di reato."

Questo il principio di diritto affermato dalla recente sentenza n. 28210/2020, depositata lo scorso 9 ottobre.

Nel caso di specie, era stata provata la commissione di alcuni episodi corruttivi da parte di uno dei consiglieri di amministrazione della società ma nel corso del giudizio il reato veniva dichiarato estinto per prescrizione.

Richiamando quanto già ribadito in passato, la Suprema Corte ha tuttavia confermato la condanna a carico dell'ente.

Dall'assoluzione della persona fisica per il reato presupposto, che non sia intervenuta per insussistenza del fatto, non deriva infatti automaticamente una esclusione di responsabilità della società per l'illecito amministrativo ai fini 231 "dovendo il giudice procedere ad una verifica del reato presupposto alla stregua dell'integrale contestazione dell'illecito formulata nei confronti dell'ente".


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