Iscriviti
 
8 Gennaio 2021

Interesse e vantaggio dell’ente nei reati associativi

 

"La responsabilità da reato dell’ente deve essere esclusa" solo "qualora i soggetti indicati dall'art. 5 comma primo lett. a) e b) D.Lgs. n. 231 abbiano agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi, in quanto ciò determina il venir meno dello schema di immedesimazione organica e l’illecito commesso, pur tornando a vantaggio dell’ente, non può più ritenersi come fatto suo proprio, ma un vantaggio fortuito, non attribuibile alla volontà della persona giuridica" (Cass. pen. n. 37381 del 23 dicembre scorso). 

Prendendo le mosse da tale principio la Cassazione ha confermato la condanna a carico di due società a cui era stata contestata l'associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di una serie di truffe aggravate e di malversazioni per opere nel settore turistico-alberghiero. 

I Giudici hanno infatti escluso che nel caso di specie potesse parlarsi di vantaggio "fortuito" degli enti dal momento che questi avevano sistematicamente percepito introiti per mezzo delle "operazioni fraudolente costituenti i reati di truffa aggravata" e negli "storni di somme individuate dai reati di malversazione ai danni dello Stato". 

Incidentalmente,  la Cassazione ha anche confermato il proprio orientamento in base al quale la tempestiva richiesta di rinvio a giudizio dell'ente è sufficiente a interrompere  la prescrizione dell’illecito amministrativo (sul tema si veda AODV231). 


Questo sito utilizza la tecnologia 'cookies' per favorire la consultazione dei contenuti e l'erogazione dei servizi proposti dal sito. Per prestare il consenso all'uso dei cookies su questo sito cliccare il bottone "ACCETTO".
Leggi la cookie policy.