Autoriciclaggio nella 231
La Commissione Finanze ha licenziato, lo scorso 9 ottobre, il testo sulla voluntary disclosure e sull´autoriciclaggio.
Il progetto di legge, già trasmesso alla Camera, ha subito modifiche rispetto alla versione precedente: una multa più alta, fino ad euro 50.000, e l´eliminazione della causa di non punibilità per chi si sia efficacemente adoperato per evitare la commissione del reato.
Il sistema sanzionatorio prevederebbe, inoltre, la reclusione fino a quattro anni se i proventi derivano da un delitto doloso per il quale è stabilita la pena della reclusione nel massimo fino a cinque anni, e da due a otto se il fatto comporta nocumento alla libera concorrenza, alla trasparenza e all´andamento dei mercati.
L´autoriciclaggio verrebbe quindi richiamato dall´art. 25-octies del D. Lgs. 231/2001 e punito con una sanzione pecuniaria fino a 1,5 milioni di euro, oltre alle misure interdittive.
Ulteriore conseguenza di tale novella sarebbe l´apertura ai reati tributari nel sistema 231. L´autoriciclaggio necessita, infatti, di un reato fonte e la sua fonte ben potrebbe essere una violazione fiscale, nel qual caso la società subirebbe sia le sanzioni tributarie, sia il processo penale ai sensi della responsabilità amministrativa degli enti.
Il testo, secondo il calendario della Camera, dovrebbe essere discusso nei prossimi giorni e, secondo le notizie di stampa, l´esecutivo intende garantire l´operatività della norma entro l´anno.

