Rating di legalità, la relazione annuale dell’Antitrust

Sono oltre 600 le richieste di rating inviate dalle imprese all´Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei primi cinque mesi del 2015. È questo uno dei dati che si apprende dalla relazione presentata il 18 giugno scorso al Parlamento dal presidente dell´Antitrust Giovanni Pitruzzella.

 

opo le 142 istanze del 2013 e le 407 del 2014 (rispettivamente con 90 e 180 attribuzioni) i numeri mostrano dunque una forte accelerazione nell´anno in corso. 

 

La crescita è certamente dovuta all´adozione dei provvedimenti normativi che hanno definito criteri e vantaggi del rating, il cui «valore premiale riconosciuto (…) è un forte stimolo per le imprese a sottoporsi ai controlli dell´Autorità».

 

Si tratta, infatti, di un importante mezzo di incentivazione per tutte quelle imprese che agiscono nel rispetto delle norme e in conformità ad un´etica sociale e che, a differenza di molti altri strumenti, si traduce in benefici concreti quali facilitazioni nella concessione di finanziamenti pubblici e accesso al credito.

 

A tal proposito si ricorda che il punteggio base del rating di legalità può essere incrementato anche nel caso in cui l´azienda si sia dotata di un modello di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001, o di una funzione/struttura di controllo che verifichi la conformità dell´agire della società alla legge (compliance normativa).

 

Pitruzzella ha concluso l´intervento specificando che «per la prima volta, la lotta all´illegalità viene "pensata” in chiave incentivante, trasformando il suo rispetto in un prezioso valore aggiuntivo per le singole imprese, le quali dalla concorrenza sui meriti hanno solo da guadagnare».