La Riforma della P.A. è Legge dello Stato
Via libera definitivo al DDL di riforma della Pubblica Amministrazione. Palazzo Madama ha infatti approvato, in terza lettura, la Legge con "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” con 145 voti a favore. I contrari sono invece stati 97 e nessun astenuto.
Molte le novità, dal taglio delle Prefetture a quello delle Camere di Commercio, sino alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato.
Quindici le deleghe affidate al Governo, a partire dalla scrittura di un nuovo testo unico sul pubblico impiego, con introduzione di specifiche per i dipendenti al fine di scandire in modo puntuale i tempi di esercizio dell’azione disciplinare.
Viene alla luce la carta della cittadinanza digitale, in cui saranno stilati i livelli minimi di qualità dei servizi della pubblica amministrazione on line; nel nuovo sistema, dovrebbe diventare possibile pagare multe e bollette entro i 50 euro con un semplice sms.
Modifiche rilevanti investono anche la disciplina del silenzio assenso: 30 i giorni che la PA avrà a disposizione per rendere il proprio parere, oltre al fatto che dovranno essere individuati con precisione, tramite decreto legislativo, i procedimenti che vi sono soggetti.
Il provvedimento delega inoltre il Governo a riordinare la disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche, "al fine prioritario di assicurare la chiarezza della disciplina, la semplificazione normativa e la tutela e promozione della concorrenza, con particolare riferimento al superamento dei regimi transitori” (art. 14).
Nel fare ciò il Governo è tenuto ad attenersi a specifici principi e criteri direttivi, tra cui alcuni di particolare rilievo. È infatti previsto che le norme elaborate in attuazione della delega operino una distinzione tra tipi di società partecipate in relazione alle attività svolte, agli interessi pubblici di riferimento, alla misura e qualità della partecipazione e alla sua natura diretta o indiretta, alla modalità diretta o mediante procedura di evidenza pubblica dell’affidamento, nonché alla quotazione in borsa o all’emissione di strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, e individuazione della relativa disciplina, anche in base al principio di proporzionalità delle deroghe rispetto alla disciplina privatistica, ivi compresa quella in materia di organizzazione e crisi d’impresa.
È infine onere del Governo contemplare piani di rientro per le partecipate pubbliche con bilanci in disavanzo e prevedere il loro commissariamento in caso di necessità.

