Reati tributari, al via le nuove soglie
Entra oggi in vigore il decreto legislativo 158/2015 ("Revisione del sistema sanzionatorio”), che modifica il regime dei reati tributari.
Il provvedimento, come già illustrato da AODV231, fissa nuove e più alte soglie di punibilità per alcune fattispecie di rilievo penale tra cui l’omesso versamento dell’Iva o delle ritenute.
Se d’ora in avanti sarà dunque più difficile incorrere in sanzione, potranno però beneficiare delle novità anche coloro che hanno omesso di versare tali somme in passato. La non punibilità riguarderà infatti anche i contribuenti che, prima di oggi, hanno mancato di corrispondere le ritenute e/o l’Iva dichiarata, per cifre superiori alle vecchie ma inferiori alle nuove soglie. Per queste ipotesi trova applicazione l’articolo 2 c.p., secondo cui nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato (e se vi è stata condanna, cessano l’esecuzione e gli effetti penali).
La riforma introdotta dal decreto impatta peraltro anche sulla responsabilità degli enti. Da un lato, infatti, le persone giuridiche - se prive di autonomia - possono vedersi confiscare somme in caso di violazioni fiscali commesse dal proprio legale rappresentante. Dall’altro, l’ingresso dell’autoriciclaggio tra i reati presupposto potrebbe di fatto comportare l´apertura ai reati tributari in ambito "231”: l´autoriciclaggio necessita, infatti, di un reato fonte e questo ben potrebbe essere una violazione fiscale.

