Approvata la IV Direttiva antiriciclaggio

Il Parlamento europeo ha approvato la IV Direttiva antiriciclaggio. Un testo nato dall´accordo raggiunto durante il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell´Unione Europea. E che ha lo scopo di rafforzare la lotta contro i crimini fiscali e il finanziamento del terrorismo, con nuove norme per facilitare la tracciabilità del denaro.

 

Tra le novità più rilevanti, l´obbligo per gli Stati membri di tenere registri centrali con le informazioni dei proprietari effettivi di società e altre entità giuridiche, come pure dei trust.


Potranno accedere ai registri le autorità e le loro unità d´informazione finanziaria; e in maniera limitata anche gli istituti di credito, per svolgere un´adeguata verifica della clientela. Gli altri soggetti (cittadini privati, giornalisti, organizzazioni non governative) dovranno invece dimostrare un "interesse legittimo” e non potranno comunque ricevere informazioni sui trust.

 

Escludere questi ultimi dal processo di pubblicità costituisce però «un problema particolarmente grave», osserva Davide Del Monte, direttore del capitolo italiano di Transparency International. «E´ infatti acclarato - spiega Del Monte - che le organizzazioni criminali che operano nel nostro Paese, da nord a sud, utilizzino queste scappatoie internazionali per ripulire il denaro e rimetterlo poi in circolo nell´economia "pulita”».

 

Il Parlamento ha anche approvato il Regolamento sui trasferimenti di fondi, con il fine di tracciare pagatori, beneficiari e loro beni. Tale disciplina sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri venti giorni dopo la pubblicazione del testo nella Gazzetta ufficiale dell´UE.

 

Per trascrivere la Direttiva nei singoli ordinamenti nazionali ci sono invece due anni di tempo.