Regole di autodisciplina sempre obbligatorie per le quotate

La Corte di Cassazione Civile, con la recente sentenza n. 5/2019 pubblicata lo scorso 3 gennaio, ha ribadito alcuni importanti principi in tema di corporate governance e controlli interni delle società quotate.

In particolare, secondo l’interpretazione della Corte, nel caso in cui una società adotti delle regole di autodisciplina mediante disposizioni interne, anche se più vincolanti rispetto alle norme generali previste da altre fonti normative, è comunque tenuta al loro rispetto.

Nel momento in cui una società quotata, all’esito di una scelta libera, decide di adottare norme di condotta aziendale e di rappresentare tale decisione al mercato, è vincolata alla loro osservanza, rappresentando tale scelta una volontaria autolimitazione da parte dell’operatore del mercato.

In applicazione del richiamato principio, pertanto, la mancata approvazione di un comunicato da parte del CdA - anche se prevista unicamente da un regolamento interno - configura, secondo la Cassazione, una effettiva ipotesi di omessa vigilanza su un’attività di governance aziendale, in violazione del dovere di corretta amministrazione.


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