Piano Nazionale Anticorruzione

La Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche – Autorità nazionale anticorruzione (CiVIT) ha approvato, in data 11 settembre, il Piano Nazionale Anticorruzione.

Il documento si inserisce nel quadro delle attività previste dalla L. n. 190/2012, volta a combattere i fenomeni corruttivi, nonchè a concretizzare un sistema organico di prevenzione della corruzione, come - peraltro - più volte sollecitato dagli Organismi Internazionali.

Il Piano Nazionale è il risultato di una complessa attività che si è avviata nel mese di gennaio 2013 con l’istituzione del Comitato Interministeriale che ha emanato le "linee d’indirizzo” necessarie per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del P.N.A approvato, nella sua versione definitiva, solo dopo la consultazione di vari soggetti pubblici, tra cui Transparency International Italia.

Il documento ha lo scopo principale di assicurare l’attuazione coordinata delle strategie di prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione e proprio in tal senso è operato il rinvio al D.Lgs. n. 231/2001 nei confronti degli enti pubblici economici e degli enti di diritto privato in controllo pubblico.

I modelli di organizzazione e gestione del rischio di cui al citato Decreto dovranno considerare, secondo quanto disposto dall’allegato 1 al P.N.A., anche il rischio di fenomeni corruttivi individuati dal Piano Nazionale e presentare il seguente contenuto minimo: 

  • individuazione delle aree a maggior rischio di corruzione, incluse quelle previste nell’art. 1, comma 16, della l. n. 190 del 201211, valutate in relazione al contesto, all’attività e alle funzioni dell’ente;
  • previsione della programmazione della formazione, con particolare attenzione alle aree a maggior rischio di corruzione;
  • previsione di procedure per l´attuazione delle decisioni dell´ente in relazione al rischio di fenomeni corruttivi;
  • individuazione di modalità di gestione delle risorse umane e finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati;
  • previsione dell’adozione di un Codice di comportamento per i dipendenti ed i collaboratori, che includa la regolazione dei casi di conflitto di interesse per l’ambito delle funzioni ed attività amministrative;
  • regolazione di procedure per l’aggiornamento;
  • previsione di obblighi di informazione nei confronti dell´organismo deputato 
a vigilare sul funzionamento e l´osservanza dei modelli;
  • regolazione di un sistema informativo per attuare il flusso delle informazioni 
e consentire il monitoraggio sull’implementazione del modello da parte 
dell’amministrazione vigilante;
  • introduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato 
rispetto delle misure indicate nel modello.

I destinatari, individuati nelle pp.aa. di cui all´art. 1, co. 2, del D.Lgs. n. 165/2001, dovranno dunque adottare e comunicare, entro il termine del 31 gennaio p.v., alla Presidenza del Consiglio il proprio piano triennale diprevenzione. 

 

 

ALLEGATI

 

- Piano Nazionale Anticorruzione

- 1. Soggetti, azioni e misure finalizzati alla prevenzione della corruzione

- 2. Aree di rischio comuni e obbligatorie

- 3. Elenco esemplificazione rischi

- 4. Elenco esemplificazione misure ulteriori

- 5. Tabella valutazione del rischio

- 6. Principi per la gestione del rischio (tratti da UNI ISO 31000 2010)

- Piano triennale di prevenzione della corruzione