Transparency International: corruzione e riciclaggio, i governi del G20 non rispettano gli impegni assunti
I governi del G20 non hanno tenuto fede agli impegni assunti per contrastare la corruzione, mancando di approvare leggi per porre fine alla segretezza di società ed entità giuridiche dietro le quali, spesso, si cela denaro riciclato.
Questa la conclusione del nuovo rapporto "Just for Show? Reviewing G20 promises on beneficial ownership”, pubblicato da Transparency International alla vigilia del vertice dei Grandi tenutosi in Turchia il 15 e 16 novembre scorso.
In occasione del summit di Brisbane del novembre 2014 - ricorda TI - i leader dei 20 Paesi avevano adottato "High-Level Principles on Beneficial Ownership Transparency”: principi secondo i quali la trasparenza finanziaria avrebbe dovuto essere per tutti un obiettivo ad altissima priorità.
Tuttavia, ad un anno di distanza da tale decisione, solo il Regno Unito sta lavorando attivamente per ostacolare corruzione e riciclaggio. Mentre a mostrare i peggiori risultati, rientrando così nella categoria "Weak framework”, sono le principali economie mondiali: Cina e Stati Uniti.
L´Italia si colloca in buona posizione, con un punteggio di 62/100 che le vale l´accesso alla categoria "Strong framework”. E che premia soprattutto gli sforzi fatti per introdurre normative specifiche sulla verifica della clientela da parte di banche, notai, avvocati, nonché sulla segnalazione di operazioni sospette. Ma - sottolinea il rapporto - la recente proposta di alzare la soglia dei pagamenti in contante da mille a 3mila euro potrebbe in parte vanificare i progressi, favorendo le opportunità di riutilizzo di denaro illecito, senza d´altra parte offrire benefici economici di rilievo.

