Il Whistleblowing

Riportiamo qui di seguito l´articolo pubblicato sul sito di Transparency International a valle del convegno "Il whistleblowing in Italia. Promozione e tutela delle segnalazioni come misura di prevenzione della corruzione”, che si è svolto a Milano il 5 novembre scorso ed al quale sono intervenuti Iole Anna Savini (componente del Consiglio Direttivo AODV231) e Fabrizio Vedana (coordinatore del tavolo di lavoro sul Whistleblowing).

 

 

Alternativa al silenzio
Il whistleblowing in Italia

 

Transparency International Italia ha cominciato ad occuparsi di "whistleblowing" nel 2009, quando ancora il termine era pressoché sconosciuto e utilizzato solamente in ambito accademico con riferimento ad alcune "buone pratiche” presenti negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone.

Dalla ricerca e dalla costante attività di promozione della stessa, sono scaturite una serie di raccomandazioni e di suggerimenti, rivolti alle imprese e alle istituzioni ed autorità pubbliche, volte a far conoscere l´efficacia di questo strumento, utile non solo a prevenire fenomeni di corruzione all´interno di enti o organizzazioni, ma anche a coinvolgere i cittadini e la società civile nell´attività di controllo e contrasto dell´illegalità, responsabilizzandoli e richiedendo la loro partecipazione attiva per migliorare la società.

 

L´importanza del "whistleblowing" deriva infatti non tanto dall´efficacia – comunque innegabile – che ha nella lotta alla corruzione e ad altri illeciti, quanto dall´essere, per sua natura, strumento che richiede il coinvolgimento della società civile. La sua diffusione e applicazione non può che giovare in un contesto come quello italiano, in cui essa appare sempre più prona a subire passivamente i ripetuti scandali, apprendendo ex post dai media ciò che è già successo, piuttosto che agendo ex-ante per evitare che gli stessi accadano.

 

Dalla pubblicazione del nostro primo report "Protezione delle vedette civiche: il ruolo del whistleblowing in Italia”, avvenuta tre anni fa, molti passi avanti, come si può evincere dal presente volume, sono stati fatti.

Innanzitutto il concetto di tutela delle segnalazioni e il termine "whistleblowing” sono entrati nelle discussioni, non più solo accademiche, relative al contrasto della corruzione. Ciò si può facilmente rilevare dal sempre crescente numero di articoli sull´argomento, dall´interesse dimostrato della Commissione anticorruzione istituita dal Ministro Patroni Griffi, dai diversi tavoli di lavoro e convegni organizzati sul tema (si vedano ad esempio le attività specifiche organizzate da AODV231, l´associazione nazionale degli organismi di vigilanza, e da Osservatorio 231).

 

Già nel 2010, grazie al contributo di Transparency International Italia, la tutela dei "whistleblower" è entrata di diritto, è il caso di dirlo, anche nel dibattito politico: un apposito articolo per la "tutela del dipendente pubblico che segnala rischi di illecito” è stato infatti inserito nella legge anticorruzione finalmente approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2012.

 

L´articolo in questione, pur non essendo particolarmente dettagliato ed esaustivo e pur occupandosi unicamente del dipendente pubblico, ha comunque il grande merito di aver inserito l´argomento nell´agenda politica del paese, rendendolo uno degli strumenti previsti dal Parlamento per rendere più efficace il contrasto alla corruzione.


Pubblichiamo inoltre il Report "Un´alternativa al silenzio. Promozione delle segnalazioni nell´interesse pubblico” (di D. Del Monte e G. Fraschini).



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