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15 Marzo 2019

Dall’Unione Europea maggiore protezione per i whistleblowers

 

Con comunicato del 12 marzo scorso, la Commissione UE ha reso noto che il Parlamento Europeo e gli Stati membri hanno raggiunto un'intesa comune sulla normativa volta a garantire maggiore protezione per coloro che segnalano violazioni all'interno di amministrazioni pubbliche o imprese private.

Le novità riguardano vari settori del diritto comunitario, tra cui riciclaggio, privacy e tutela dell’ambiente. È tuttavia concessa ai singoli Stati la facoltà di estendere ulteriormente tali previsioni anche ad altri ambiti.

Le nuove norme incidono in particolare su tre profili: procedure di segnalazione, canali di comunicazione sicuri e chiari, nonché prevenzione dalle ritorsioni e protezione efficace.

Nello specifico, ai whistleblowers è riconosciuta la possibilità di utilizzare canali sia interni che esterni per segnalare gli illeciti: gli informatori sono incoraggiati a fare ricorso anzitutto alle procedure interne ma, qualora lo ritengano opportuno, possono rivolgersi direttamente alle autorità competenti e, in casi particolari, anche divulgare la notizia ai media.

È contemplata inoltre una tutela da licenziamento, demansionamento e altre forme di ritorsione, nonché una protezione nei procedimenti giudiziari.

L’accordo, proposto per la prima volta dalla Commissione Europea nell’aprile 2018, dovrà ora essere adottato formalmente da Parlamento e Consiglio europei.

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