Iscriviti
 
22 Luglio 2019

Violazione del diritto d’autore e riproduzione di foto

 

In assenza del carattere creativo di una foto, la sua riproduzione non viola il diritto d’autore, ma solo i diritti a esso connessi, escludendo ogni rilievo penale. La Cassazione, con sentenza n. 30386 dello scorso 10 luglio, ha precisato un importante distinguo riferito all’utilizzo di immagini prelevate da fonti differenti.

Il direttore responsabile di un telegiornale nazionale era stato condannato in primo e secondo grado perché la propria testata aveva riprodotto una fotografia, i cui diritti di utilizzazione erano detenuti da un altro network.

Al giornalista, nello specifico, veniva contestato il delitto di messa a disposizione del pubblico, in un sistema di reti telematiche, di un’opera dell’ingegno protetta, ai sensi dell’art. 171, comma 1, lett. a) bis, L. 633/1941, reato presupposto alla responsabilità degli enti ex art. 25 nonies D.Lgs. 231/2001.

Come rilevato dagli Ermellini, la legge sul diritto d’autore "opera una distinzione tra le fotografie dotate di carattere creativo, come tali qualificabili quali 'opere d'ingegno protette' e quindi tutelabili come oggetto del diritto d'autore, le semplici fotografie, tutelabili soltanto come oggetti di 'diritti connessi' attraverso le previsioni di cui agli artt. da 87 a 92 del capo V della legge medesima, e le riproduzioni fotografiche di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e simili non riconducibili alle discipline di cui sopra”.

La riproduzione fotografica, pertanto, gode della piena protezione solo quando presenta valore artistico e connotati di creatività, mentre beneficia di protezione più limitata quando rivesta le caratteristiche di atto meramente riproduttivo, privo dei suddetti requisiti.

"L’oggetto della tutela - ha ribadito la Corte - non è necessariamente l'idea in sé, la quale può essere alla base di diverse opere dell'ingegno, bensì la forma particolare che assume a prescindere dalla sua novità e dal valore intrinseco del suo contenuto (…); un’opera dell'ingegno riceve protezione a condizione che sia riscontrabile in essa un atto creativo, seppur minimo, suscettibile di manifestazione nel mondo esteriore, con la conseguenza che la creatività non può essere esclusa soltanto perché l'opera consiste in idee e nozioni semplici, ricomprese nel patrimonio intellettuale di persone aventi esperienza nella materia”.

Pur accogliendo tale motivo di ricorso, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna del direttore del telegiornale per intervenuta prescrizione.


Questo sito utilizza la tecnologia 'cookies' per favorire la consultazione dei contenuti e l'erogazione dei servizi proposti dal sito. Per prestare il consenso all'uso dei cookies su questo sito cliccare il bottone "ACCETTO".
Leggi la cookie policy.