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11 Settembre 2019

Confisca agli enti e profitto di riciclaggio

 

La Cassazione, con sentenza n. 37120 del 5 settembre scorso, ha enunciato alcuni importanti principi sulla confisca in relazione al reato di riciclaggio e riguardo al rapporto con la misura sanzionatoria applicata agli enti, ex art. 53 D.Lgs. 231/2001.

Nel caso in esame, numerosi imputati patteggiavano la pena per i delitti di associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio e autoriciclaggio, vedendosi applicata anche la confisca (tema già affrontato da AODV231).

Le difese dei condannati proponevano ricorso per Cassazione discutendo l’applicabilità della misura e l’entità dell’importo ablato.

Gli Ermellini, nel dichiarare inammissibili tutti i motivi di impugnazione, hanno comunque respinto la tesi difensiva secondo cui, in caso di riciclaggio, l’oggetto della confisca debba essere l’effettivo profitto conseguito dal reo: "dal momento che il riciclaggio ha per oggetto somme di denaro, il profitto del reato è l’intero ammontare delle somme che sono state 'ripulite' attraverso le operazioni di riciclaggio compiute dall’imputato. Il fatto che l’imputato abbia goduto solo in parte (nella misura del 3 %) del profitto del riciclaggio, che sostanzialmente è stato incamerato dal dominus dell'operazione (…) non cambia la sostanza delle cose, vale a dire che l’intera somma riciclata costituisca il profitto del reato, di cui l’imputato ha goduto in concorso con gli altri coimputati”.

La Cassazione ha anche ribadito che l’irretroattività della confisca per equivalente non influisce sulla possibilità di sequestrare i beni acquistati anteriormente alla commissione del reato: "La data di acquisto dei beni oggetto del provvedimento ablativo, infatti, è del tutto irrilevante (…), sia perché riguarda un elemento non contemplato dalla norma, sia perché il principio di irretroattività in materia penale attiene al momento della condotta (e non, invece, al tempo ed alle modalità di acquisizione dei beni destinatari in concreto della sanzione). Dunque l'irretroattività deve intendersi riferita al fatto di reato e non certo alla data di acquisizione dei beni su cui cade la sanzione”.

Infine, in relazione alla contemporanea confisca nei confronti degli imputati persone fisiche e avverso gli enti, è stato stabilito come "l’esistenza di un autonomo provvedimento di sequestro che ha colpito i beni delle società, utilizzate dall'imputato per commettere le truffe aggravate poste a fondamento della confisca per equivalente, e dunque un patrimonio autonomo e separato da quello del ricorrente, non incide sull'operatività e sulla misura della confisca per equivalente che deve colpire il patrimonio personale dell'imputato, trattandosi di sanzione autonoma e differente rispetto alla confisca ex art. 53 D.Lgs. 231/2001”.


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