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19 Settembre 2019

Segnalazione di Bankitalia e perimetro del sequestro

 

La Cassazione, con sentenza n. 38456 del 17 settembre scorso, è tornata a pronunciarsi sulla legittimità del sequestro di computer aziendali, lasciando il precedente orientamento più garantista (segnalato da AODV231).

Nel caso in esame, venivano sottoposti a misura cautelare pc e chiavette USB di alcuni vertici di una banca per il delitto di false comunicazioni sociali di cui all’art. 2621 c.c., reato presupposto della responsabilità degli enti ex art. 25-ter D.Lgs. 231/2001.

In particolare, si contestavano la cessione infragruppo a favore di una controllata del residuo patrimonio immobiliare dell’istituto bancario e la rivitalizzazione di crediti, inizialmente portati a sofferenza verso cinque clienti.

I difensori degli indagati, persone fisiche e persona giuridica, impugnavano il provvedimento del Riesame di conferma dei requisiti del sequestro, lamentando la sproporzione e l’ampiezza del provvedimento a fronte di contestazioni relative a un periodo temporale delimitato e a soli cinque creditori.

Gli Ermellini hanno rigettato i ricorsi sostenendo che "l’ordinanza impugnata dà atto di una segnalazione della Banca d’Italia molto ampia, estesa anche alla verifica dell’esistenza del concorso di persone nel reato ipotizzato, da parte di soggetti diversi dagli odierni indagati. Inoltre l’ordinanza impugnata ha dato conto dell’impossibilità di conseguire il medesimo risultato attraverso altri e meno invasivi strumenti cautelari (Sez. 5, n. 8382 del 16/01/2013, Caruso, Rv. 254712), sulla base della valutazione della complessiva vicenda e, segnatamente, rilevando le difficoltà operative e tecniche di procedere ad una perquisizione mirata di dati relativi ad accertamenti complessi, riguardanti più parti (banca e diversi creditori, nonché i rapporti infragruppo, con la controllata) e l’acquisizione di documentazione contabile, anche di natura tecnica, relativa al confezionamento del bilancio”.

Pertanto, secondo la Cassazione, "in tema di acquisizione della prova, l’autorità giudiziaria, al fine di esaminare un’ampia massa di dati i cui contenuti sono potenzialmente rilevanti per le indagini, può disporre il sequestro dai contenuti molto estesi”, senza previamente procedere a perquisizione mirata.


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