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8 Ottobre 2019

La persona fisica non può impugnare per l’ente

 

Gli autori del reato presupposto non sono legittimati a ricorrere contro la sentenza di condanna nei confronti dell’ente, né può invocarsi il principio dell’effetto estensivo dell’impugnazione.

La Cassazione, con sentenza n. 35442 del 2 agosto, ha così dichiarato inammissibili i motivi presentati da alcuni imputati che, prosciolti per intervenuta prescrizione, invocavano una riforma della sentenza anche per la persona giuridica.

Nel caso in esame, tre imprenditori e due aziende erano stati riconosciuti responsabili di aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

A seguito del proscioglimento delle persone fisiche, l’ente non aveva presentato impugnazione. Gli autori del reato avevano invece proposto appello anche per conto della società, sostenendo di avere un interesse diretto al gravame.

La Suprema Corte, però, ha ribadito il proprio orientamento, stabilendo che "secondo il disposto dell'art. 71 del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 nonché del principio di tassatività dei mezzi di impugnazione, l'unico soggetto legittimato ad impugnare il capo della sentenza relativo all'affermazione di responsabilità amministrativa dell'ente, è solo quest'ultimo, anche quando l'imputato persona fisica autore del reato sia anche rappresentante legale e, insieme, socio della persona giuridica (Sez. 5, n. 50102 del 22/09/2015, D'Errico, Rv. 265587)”.


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