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9 Ottobre 2019

Estinzione dell’ente e processo

 

L’estinzione fisiologica e non fraudolenta della persona giuridica impedisce la prosecuzione del procedimento ex D.Lgs. 231/2001, trattandosi di un caso assimilabile a quello della morte dell’imputato nel processo penale.

Questa la conclusione cui è giunta la Corte di Cassazione in una recente pronuncia, depositata lo scorso 7 ottobre (sentenza n. 41082/2019).

A sostegno, gli Ermellini richiamano l’art. 35 del Decreto che sancisce l’applicazione all’ente delle norme del codice di rito: non rileva invece l’art. 70 che fa riferimento solo alle vicende riguardanti la trasformazione, fusione o scissione della persona giuridica.

Non si applicano inoltre, alla materia 231, le disposizioni civilistiche in tema di cancellazione delle società di capitali e successione nelle relative obbligazioni: queste sono infatti norme a tutela di interessi privati.

"La natura pubblica del processo a carico della società previsto dal D.Lgs. 231/2001 è invece incompatibile con l’estinzione non fraudolenta dell’ente (…): tale evento produce infatti l’estinzione della persona giuridica 'accusata' e, dunque, impedisce la prosecuzione del processo, salvo che tale cancellazione piuttosto che fisiologica sia invece fraudolenta, caso che imporrà la valutazione della eventuale responsabilità degli autori della cancellazione patologica”.


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