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7 Novembre 2019

Nomina del difensore dell'ente nel procedimento cautelare a carico della persona fisica

 

Con due pronunce successive, la n. 44722 e la n. 44723, entrambe depositate il 4 novembre scorso e relative a stralci del medesimo procedimento, la Cassazione ha specificato alcuni aspetti in merito alla nomina a difensore dell’ente (tema già trattato da AODV231) nell'ipotesi in cui sia terzo in buona fede.

Nel caso in esame, a fronte di un’indagine a carico di diverse società per reati contro la pubblica amministrazione, si incardinava un separato procedimento nei confronti delle persone fisiche in cui veniva disposto il sequestro di beni e quote sociali di alcune delle aziende coinvolte ai sensi del Decreto.

I difensori delle persone giuridiche, nominati nel procedimento "231", impugnavano i provvedimenti cautelari nell'iter parallelo, quali terzi in buona fede, in mancanza di nuova e specifica procura.

La Suprema Corte ha così confermato l’inammissibilità delle istanze di dissequestro avanzate, evidenziando il difetto di legittimazione dei procuratori: "la procura in concreto conferita risulta afferente a distinto, seppur parallelo, procedimento che vede la società omissis in qualità di indagata nell'ambito dell'accertamento amministrativo ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 e non anche nell'ambito del procedimento penale afferente l'intervenuto sequestro preventivo (…). La nomina del difensore e rappresentanza in giudizio degli enti prevista dal d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, proprio per la previsione di una dettagliata ed apposita disciplina regolamentata dagli artt. 39 e seguenti, presenta caratteri autonomi rispetto ad analoghi istituti previsti dal codice di rito”.


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