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7 Novembre 2019

L’A.N.AC. è titolare di poteri di vigilanza e sanzionatori in tema di pantouflage

 

Il Consiglio di Stato ha affermato la competenza dell'A.N.AC. in merito alla vigilanza e all'accertamento sul cd. pantouflage, ossia il divieto per i dipendenti pubblici che hanno esercitato negli ultimi tre anni poteri autoritativi e negoziali di svolgere nei tre anni successivi attività lavorativa presso privati destinatari dell’attività della P.A..

La fattispecie, disciplinata dall'art. 53 comma 16-ter del D.Lgs. n. 165/2001, era stata discussa in passato dalla giurisprudenza.

La recente sentenza (pronuncia n. 7411/2019) ha rigettato la tesi difensiva, proposta dall’ente destinatario del provvedimento dell’Autorità, secondo cui l’A.N.AC. avrebbe in materia soltanto funzioni consultive: al contrario, secondo i giudici, non potrebbe dubitarsi che all’Authority spettino poteri di vigilanza, di accertamento e sanzionatori, nonostante manchi una espressa disposizione normativa in tal senso.

In particolare, la funzione di prevenzione e contrasto alla corruzione attribuitale comporterebbe la "necessità logico sistematica” di ascrivere all’A.N.AC. le competenze in materia di pantouflage, trattandosi di una normativa introdotta proprio allo scopo di prevenire rischi di conflitti d’interessi e pratiche corruttive.

Con un comunicato sul proprio sito istituzionale, l’Autorità ha precisato di voler adeguare il proprio Regolamento del 29 marzo 2017 all’orientamento espresso dal Consiglio di Stato.


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