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29 Novembre 2019

La prescrizione nell’omissione dolosa di cautele

 

Con la recente sentenza n. 45935/2019, la Cassazione si è pronunciata nell’ambito di un procedimento penale a carico di trenta soggetti che, nel corso degli anni, si sono succeduti nel ruolo di datore di lavoro o dirigente dell’impresa proprietaria di un noto stabilimento siderurgico.

Nel caso di specie il Procuratore Generale aveva impugnato la declaratoria di prescrizione pronunciata dai giudici di merito poiché, a suo dire, era stato erroneamente individuato il momento di decorrenza: non quello di insorgenza della malattia o di verificazione dell'infortunio, come ritenuto dalla Corte d’Appello, ma la data del decesso del soggetto passivo.

Confermando la decisione di merito, la Cassazione ha invece affermato che "in materia di determinazione del dies a quo del termine di prescrizione del reato di cui all'art. 437, co. 2 cod. pen., ove l'evento aggravatore venga accertato essere l'infortunio (…) tale dies a quo coincide con un tempo prossimo all'inizio dell'esposizione all'agente nocivo”.

In caso di esposizione durevole, in particolare, "deve farsi riferimento al più anteriore tra il tempo della cessazione dell'esposizione della persona offesa all'agente nocivo e il tempo della cessazione dell'imputato dalla posizione gestoria".


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