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10 Gennaio 2020

Sequestro per occultamento di scritture contabili

 

Rilevanti principi si rinvengono nella sentenza della Cassazione n. 166 del 7 gennaio con riferimento all'occultamento di scritture contabili, nuovo reato presupposto della responsabilità degli enti (come già ampiamente trattato da AODV231).

 

A un imprenditore, nel caso in esame, è stato contestato di aver nascosto numerose fatture emesse dalla sua ditta individuale, con il fine di evadere le imposte e in modo da ostacolare la ricostruzione dei redditi e del volume d’affari.

 

Né il G.I.P., né il Tribunale del Riesame avevano disposto il sequestro sulle somme evase richiesto dal P.M., che ha così proposto ricorso di legittimità.

 

Gli Ermellini hanno accolto la tesi dell’accusa, stabilendo innanzitutto come "trattandosi di delitto a consumazione anticipata, non è necessario che la finalità di evasione che sorregge la condotta sia in concreto conseguita, potendo gli organi accertatori riuscire a ricostruire aliunde, anche con documentazione acquisita presso terzi, il volume di affari ed il reddito e così quantificare l'imposta dovuta”.

 

La sentenza ha evidenziato, inoltre, come sia sempre possibile la confisca dell’imposta dovuta, quando l’importo sia comunque stato determinato; e ciò a prescindere dal fatto che l’attività di occultamento sia stata finalizzata a coprire un reato fiscale sotto soglia di rilevanza penale.


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