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28 Maggio 2020

Reati tributari: illegittima la conversione del sequestro a carico dell'ente

 

Nemmeno con il consenso della società è possibile sostituire il denaro sottoposto a sequestro con un immobile di valore superiore, in ipotesi di delitti fiscali.

La Cassazione, con sentenza 15308 del 19 maggio, si è così espressa nel procedimento a carico del rappresentante legale di un ente indagato per omesso versamento IVA.

A seguito della misura cautelare reale sul conto corrente dell’azienda, in sede di Riesame la difesa dell’imputato aveva chiesto di traslare il vincolo su di un bene immobile del valore quasi doppio.

Gli Ermellini hanno rigettato la richiesta, sostenendo come "si verificherebbe un’illegittima trasformazione da sequestro diretto del profitto del reato (le somme sui conti), a sequestro per equivalente su immobile, consentito, per un reato tributario, solo nei confronti del reo e non della società”.

Tale assunto resta vero anche dopo l’ingresso di alcuni illeciti fiscali tra i reati presupposto della responsabilità degli enti (si veda su AODV231), ma soltanto laddove non si proceda anche a carico della persona giuridica ai sensi del Decreto 231, poiché in tale ipotesi il sequestro per equivalente è consentito anche nei confronti dell'azienda.

 


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