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8 Settembre 2020

Abuso d’ufficio e poteri della parte danneggiata dal reato

 

Se la condotta di abuso d’ufficio reca un danno diretto a una parte privata, il G.I.P. non può archiviare senza fissare udienza in ipotesi di opposizione.

La Cassazione, con sentenza n. 24030 del 24 agosto, si è così espressa sul delitto di cui all’art. 323 c.p., recentemente introdotto nell’elenco dei reati presupposto alla responsabilità degli enti (come segnalato da AODV231) e oggetto di nuove modifiche (trattate da AODV231).

Nel caso in esame, il Pubblico Ministero aveva formulato richiesta di archiviazione nei confronti di due pubblici ufficiali, accusati di abuso d’ufficio per aver spinto un soggetto a rimettere la querela.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha quindi accolto l’istanza dell’accusa, ritenendo inammissibile l’opposizione della persona offesa ed omettendo di citare le parti per discuterne nel contraddittorio.

La Suprema Corte, invece, ha annullato il decreto di archiviazione, giudicando che "non vi sono poi dubbi sulla legittimazione a proporre opposizione della persona offesa del reato di cui all'art. 323 cod. pen. allorché l’abuso contestato sia diretto ad arrecarle un danno, essendo invece da escludere nel diverso caso in cui l'agente persegua esclusivamente un ingiusto vantaggio altrui”.


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