Iscriviti
 
9 Settembre 2020

La cooperative compliance non vale come esimente 231

 

La predisposizione di un sistema di prevenzione del rischio fiscale al fine di accedere alla cooperative compliance non esclude la responsabilità dell'ente in relazione agli illeciti tributari.

È quanto emerge dalla circolare n. 216816/2020 della Guardia di Finanza relativa alle recenti modifiche al regime penal-tributario e 231 introdotte dal Decreto Fiscale, più volte analizzate da AODV231.

Secondo le Fiamme Gialle, infatti, gli adempimenti richiesti all’impresa non sono sovrapponibili, considerata la loro diversa finalità.

Si rende dunque necessario verificare caso per caso se, in assenza di un Modello organizzativo, quanto attuato dall'azienda per accedere all'adempimento collaborativo con l'Agenzia delle Entrate sia sufficiente anche ad escludere la responsabilità della società.

 

Di particolare rilievo anche le indicazioni fornite in punto di confisca allargata. A tal proposito, la Guardia di Finanza annuncia controlli principalmente nelle imprese a ristretta base azionaria evidenziando la probabilità che in questo caso l’autore del reato abbia realizzato l’illecito nel proprio interesse, essendo anche proprietario dell'impresa.


 

Questo sito utilizza la tecnologia 'cookies' per favorire la consultazione dei contenuti e l'erogazione dei servizi proposti dal sito. Per prestare il consenso all'uso dei cookies su questo sito cliccare il bottone "ACCETTO".
Leggi la cookie policy.