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13 Ottobre 2020

Delitti tributari dichiarativi e luogo di commissione del reato

 

Per determinare la competenza territoriale dei reati tributari dichiarativi bisogna individuare la sede effettiva della società e non la mera sede legale (Cass. n. 27606 del 6 ottobre scorso).
 

A seguito di un sequestro preventivo per il reato di omessa dichiarazione ex art. 5 D.Lgs. n. 74/2000 (introdotto nel catalogo dei reati presupposto dal Decreto di Attuazione della Direttiva PIF), la difesa dell’ente aveva proposto riesame e ricorso per Cassazione, eccependo l’incompetenza del Tribunale di Avellino.

 

In base alla visura dell’impresa, difatti, la competenza a decidere sarebbe spettata al Tribunale di Lagonegro, ove era collocata la sede della persona giuridica.

 

Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso sostenendo  che "per l'individuazione del domicilio fiscale, al fine della competenza territoriale, deve farsi riferimento al centro effettivo di direzione e di attività amministrativa dell'impresa (…). Quello che rileva per la determinazione della competenza territoriale (ex art. 18, comma 2, d. Igs. 74 del 2000), infatti, non è la sede legale formale ma la sede effettiva dell'impresa (sia essa coincidente o no con la sede legale)”.

 

Nel caso di specie, la Cassazione ha dato rilievo al luogo ove l’impresa operava, ossia "dove sono ricoverati gli automezzi e presso il quale l'accesso ispettivo è avvenuto, alla presenza dell'amministratore” e non alla sede legale, mero recapito del consulente fiscale della società.


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