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12 Gennaio 2021

Malversazione e autoriciclaggio

 

L'occultamento delle somme ottenute con finanziamenti pubblici integra il reato di malversazione ai danni dello Stato, e può inoltre essere il presupposto dell'autoriciclaggio, anche se si verifica prima della scadenza del termine per la realizzazione dell’opera a cui i fondi statali erano destinati (Cass. pen. n. 331 del 7 gennaio scorso).

 

In sede cautelare, la difesa di un imprenditore aveva invece sostenuto il contrario. Affermava in specifico che il trasferimento del denaro pubblico dai conti della società era avvenuto in una fase precedente rispetto al termine contrattuale entro cui svolgere le prestazioni di pubblica utilità con la conseguenza che nessun reato poteva dirsi ancora integrato.

 

La Cassazione, nonostante l’annullamento dell’ordinanza cautelare, ha tuttavia ritenuto che "il reato di malversazione deve ritenersi perfezionato nel momento in cui l'imputato, ottenuto il finanziamento agevolato, ha distolto il denaro pubblico dal suo scopo, trasferendolo su altri conti correnti riferibili a soggetti o a diversi compartimenti operativi della società; tutte le successive operazioni compiute sulle somme distratte, volte all'occultamento delle stesse, si pongono in successione temporale rispetto alla distrazione e configurano gli estremi del reato di autoriciclaggio”.


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