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8 Giugno 2021

Abuso d’ufficio e telefonata di raccomandazione

 

Per il concorso dell’estraneo nell’abuso d’ufficio commesso dal Pubblico Ufficiale basta una telefonata che lo convinca ad omettere un atto del suo ufficio (sul tema si veda anche AODV231).

Secondo una recente sentenza della Cassazione (n. 21006 dello scorso 27 maggio), infatti, se la richiesta del privato incide concretamente sulla condotta del PU, il reato può dirsi integrato.

Nel caso in esame è stato ritenuto configurabile il concorso morale nell’abuso d'ufficio perché "l'istigazione" dell’estraneo "è stata ritenuta determinante della decisione presa dall'agente di polizia nell'omettere la contestazione della contravvenzione stradale più grave" nonostante ne ricorressero i presupposti. 

La Corte di merito ha messo in evidenza che la scelta "del pubblico ufficiale è dipesa unicamente dalla telefonata ricevuta mentre era in corso il controllo stradale" ed ha pertanto confermato la condanna.


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