A.N.AC.: sui contratti di “estrema urgenza” troppe segnalazioni inesatte
Dall´entrata in vigore del decreto "Sblocca Italia” (D.L. 133/2014 convertito dalla legge 164/2014) sono stati attivati 194 appalti con le procedure previste per i contratti di "estrema urgenza”. L´ammontare complessivo a base d´asta è pari a 53.643.590 euro, con un importo medio di 276.513.
Sono i numeri diffusi il 4 giugno dal presidente dell´A.N.AC., Raffaele Cantone, che sottolinea come circa il 60% di questi appalti riguardi «lavori di restauro, lavori di difesa dalle piene, lavori di protezione delle sponde, lavori di riparazione, lavori di ristrutturazione, lavori stradali, e lavori di demolizione».
Nell´esaminare i dati trasmessi, l´Autorità ha tuttavia rilevato diverse segnalazioni inesatte da parte delle stazioni appaltanti. «Su complessivi 539 appalti segnalati dalle amministrazioni - si legge nel comunicato - ben 245, riguardando acquisti di beni e servizi, sono stati erroneamente segnalati tra gli interventi di "estrema urgenza” cui fa riferimento il D.L. 133/2014 per l´affidamento di talune specifiche tipologie di lavori. Inoltre, 100 lavori sono stati espunti in quanto dalla lettura dell´oggetto non sembrano che gli stessi rientrino tra quelli di cui all´art. 9» del decreto.
Lo "Sblocca Italia, introducendo alcune deroghe al codice dei contratti pubblici, prevede la possibilità di ricorrere alla procedura negoziata per l´affidamento di interventi di importo fino alla soglia comunitaria, considerati di "estrema urgenza” e relativi alla messa in sicurezza degli edifici scolastici e dell´AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale), alla mitigazione dei rischi idraulici e geomorfologici, all´adeguamento alla normativa antisismica, alla tutela ambientale e del patrimonio culturale.
Le deroghe interessano la pubblicazione dei bandi, i tempi di ricezione delle offerte e quelli per la stipula dei contratti. Mentre all´Autorità Nazionale Anti Corruzione è affidato il compito di eseguire i controlli a campione sui contratti, in base a quanto comunicato dalle stazioni appaltanti, soggette agli obblighi informativi.
«Si richiamano, pertanto, tutte le stazioni appaltanti a porre particolare attenzione alla fase di trasmissione delle informazioni, in considerazionedella fondamentale rilevanza della banca dati ai fini del corretto svolgimento daparte dell´Autorità sia dell´attività di vigilanza sia dell´attività di vigilanza collaborativa preventiva», scrive Cantone. Ricordando che l´ingiustificata omessa trasmissione dei dati è punibile con «la sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino ad euro 25.822, elevata fino ad euro 51.545 nell´ipotesi di invio di dati non veritieri».
Nei prossimi giorni, intanto, verranno stabiliti i criteri per individuare il campione rappresentativo su cui effettuare la vigilanza.

