Autoriciclaggio, cautela nell’applicazione retroattiva

Non va incoraggiata un´applicazione retroattiva del reato di autoriciclaggio, che porti al riconoscimento di una pronuncia di condanna emessa in un altro Paese. Lo afferma la Cassazione, con la sentenza 21348/2016 depositata il 23 maggio.  

 

La Corte di Appello aveva riconosciuto la sentenza di un Tribunale federale svizzero a carico di un uomo accusato di reati in materia di stupefacenti, falsità in certificati e autoriciclaggio di denaro. A tale riconoscimento, era seguita...

     Il seguito è riservato ai soci: