Brasile, nuove misure di contrasto alla corruzione

Lo scandalo delle tangenti, che ha di recente investito il colosso petrolifero Petrobas, ha prostrato il Governo brasiliano che tenta ora di recuperare consensi, attuando una serie di misure contro la corruzione. 

 

Le notizie di cronaca hanno infatti reso evidente che la Lei Federal 12.846/13, sulla responsabilità amministrativa e civile degli enti per fatti di corruzione, non è stata sufficiente a disincentivare la criminalità d´impresa, pur rappresentando un buon punto di partenza. 

 

Lo scorso aprile sono pertanto stati approvati quattro provvedimenti che danno seguito ad alcune delle disposizioni più dubbie della Lei Federal (in vigore dal 29 gennaio 2014) e chiariscono cosa ci si aspetta dalle imprese che vogliano prevenire la corruzione. 

 

Il primo provvedimento ("istruzione normativa” n. 1) istituisce il metodo di calcolo delle pene pecuniarie da imporre agli enti responsabili, precisando che l´operazione va compiuta sul fatturato, al netto delle imposte sul reddito.

 

Il secondo ("istruzione normativa” n. 2) disciplina le formalità connesse alla tenuta del Registro Nazionale delle imprese incorse nelle sanzioni. 

 

Vi è poi l´ordinanza n. 909, che detta disposizioni sui compliance programs adottati dalle società che intendono ridurre l´eventuale sanzione. A tal fine, si prevede che le imprese debbano fornire all´Autorità competente una relazione dettagliata sulla struttura aziendale e sulla sua conformità al sistema di compliance istituito. E dimostrare che il modello anticorruzione implementato sia efficace rispetto alle esigenze di prevenzione del reato e sia effettivamente attuato.

 

L´ordinanza n. 910 chiarisce infine il funzionamento degli accordi di clemenza: gli enti perseguiti ai sensi della Lei Federal possono accedervi a determinate condizioni, evitando così la pubblicazione della sentenza di condanna e misure interdittive fortemente limitanti per l´attività aziendale.