Commissione Europea: l´Italia è inadempiente in materia di rifiuti

Lo scorso 22 ottobre la Commissione Europea ha aperto una nuova procedura d´infrazione nei confronti dell´Italia per il mancato recepimento della direttiva 2008/98/CE in materia di rifiuti

 

In particolare, l´organismo comunitario ha messo in mora il nostro Paese per non aver attuato, entro il 12 dicembre 2013, gli articoli 29 e 30 della direttiva, relativi alla necessaria predisposizione di piani regionali di gestione dei rifiuti che ne riducano i quantitativi e gli effetti dannosi in caso di deposito e stoccaggio irregolari. 

 

L´atto europeo in questione contempla inoltre che gli «Stati membri prevedano sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive da irrogare a persone fisiche o giuridiche responsabili della gestione dei rifiuti, ad esempio produttori, detentori, intermediari, commercianti, addetti alla raccolta e al trasporto di rifiuti, enti o imprese che effettuano operazioni di trattamento dei rifiuti e sistemi di gestione dei rifiuti, nei casi in cui violino le disposizioni della presente direttiva». 

 

Per rafforzare il riutilizzo, la prevenzione, il riciclaggio e l´altro recupero dei rifiuti, gli stessi Stati possono inoltre adottare misure (legislative o non) «volte ad assicurare che qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti sia soggetto ad una responsabilità estesa del produttore»

 

Con l´atto formale di contestazione della violazione, la Commissione concede di fatto due mesi all´Italia per illustrare le ragioni del mancato adempimento: dopo quel termine, potrebbe subentrare parere motivato con cui si diffida lo Stato membro a provvedere, pena il deferimento alla Corte UE.