Confisca anche per il match fixing
Inasprire le pene per chi commette frodi sportive e altera in modo illecito i risultati delle gare, consentendo il sequestro preventivo e la confisca dei beni. È quel che prevede il disegno di legge approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri e trasmesso al Parlamento.
Il provvedimento – nato da una proposta presentata dalla Lega di Serie B, con il via libera degli uffici legislativi del ministero dell´Interno e della Giustizia - contiene «misure volte a rafforzare il sistema sanzionatorio relativo ai reati finalizzati ad alterare l´esito di competizioni sportive». E punta quindi a inserire anche la frode sportiva e la raccolta illegale di scommesse nel perimetro del D. Lgs. 231/2001.
Si vuol così completare l´intervento di contrasto al match fixing, affiancando il DL Sicurezza (decreto 119/14, convertito dalla legge 146/14) che ha già dettato pene più severe: i responsabili di frodi sportive sono infatti passibili della reclusione da due a sei anni, mentre chi altera i risultati delle gare e dei concorsi pronostici rischia una condanna fino a nove anni (oltre a una multa fino a 100mila euro).
Il nuovo disegno di legge – spiega una nota del Governo - «renderà più rigorose le conseguenze patrimoniali derivanti dalle condanne comminate per gli illeciti penali qualificati come frodi collegate alle scommesse su eventi sportivi».
Diventerà così obbligatoria «anche per equivalente di valore, la confisca dei beni che costituiscono prodotto, profitto e prezzo del reato, anche se tali beni siano formalmente intestati a terze persone. Con il provvedimento anche i reati di match fixing e di esercizio abusivo di giochi e scommesse entrano dunque nel novero delle fattispecie che danno luogo alla responsabilità penale della persona giuridica, un´estensione che soprattutto nel settore del calcio professionistico avrà certamente effetti dissuasivi sugli attori dell´eventuale illecito. Delle frodi commesse dai dirigenti di una società nell´interesse della società stessa risponderà infatti il patrimonio sociale».

