Corte di Cassazione - sentenza 3 luglio 2014
La Suprema Corte, con la sentenza n. 28960/2014, depositata il 3 luglio u.s., ha nuovamente affrontato il tema dei reati tributari e del conseguenziale sequestro preventivo disposto dal G.I.P. sui beni delle persone fisiche e giuridiche.
La Cassazione, nel caso di specie, confermava la legittimità del provvedimento applicato nei confronti dell´ente, i cui vertici erano imputati del delitto di associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla commissione di reati tributari.
La decisione si fonda sull´assunto che, pur non rientrando i reati fiscali tra quelli presupposto, ben può applicarsi la disciplina concernente la responsabilità amministrativa degli enti, in forza del duplice richiamo dell´art. 416 c.p., operato sia ex art. 24-ter del D.Lgs. n. 231/2001 che ai sensi dell´art. 10 della L. n. 146/2006.
In altri termini, secondo i giudici di legittimità, la misura cautelare reale trova il proprio fondamento nel reato associativo transnazionale e non nei delitti tributari.

